DINASTIA FLAVIA E INIZIO PAGANI/CRISTIANI PER PUNTI (LEZIONI 27-4-11 MAGGIO)
Vespasiano sale al potere nel 69 d. C. , dopo un periodo di incertezza e quasi vacanza di potere seguito alla morte di Nerone, regnando fino al 79
Suo ruolo nella repressione della rivolta giudaica sotto Nerone, nel 66
Gli zeloti sobillano la popolazione e Vespasiano riprende il controllo territoriale, poi affida al figlio Tito (imperatore a sua volta dal 79 all'81) il compito di completare l'operazione (assedio della fortezza di Masada, sponda occidentale del Mar Morto; nel 70 d. C. inizia la diaspora ebraica; il muro del pianto; continuano rivolte in particolare nel 132, sotto un imperatore celebrato per la sua cultura e le sue opere, Adriano, per volontà del quale agli ebrei viene proibito di praticare la circoncisione ai bambini e imposto di ricostruire Gerusalemme come città romana sostituendo al culto ebraico quello di Giove capitolino.
Particolarità di V.: interrompe la successione dinastica (della dinastia giulio-claudia), non appartiene a una famiglia di tradizione senatoria ma del ceto equestre provinciale (è di Rieti), ha il sostegno dell'esercito.
LA LEX DE IMPERIO VESPASIANI del 69: associa al potere il figlio Tito, stabilisce prerogative del principe (nessun vincolo da parte delle leggi, diritto assoluto di affidare incarichi e magistrature, stipulare accordi e trattare questioni internazionali: dà consistenza giuridica a quella che era già una prassi manifesta, considerare la funzione di imperatore come una carica del tutto a sé stante e superiore a tutte le altre fino qui
L'AMMINISTRAZIONE DELLO STATO E IL LIMES: anfiteatro flavio, ovvero Colosseo, costruzione del limes, una linea fortificata, che verrà portata a compimento nel secolo successivo da Adriano (in Britannia, a metà dell'isola).
Tito (79-81), 79 catastrofica eruzione del Vesuvio che distrugge Pompei e Ercolano (Plinio il Vecchio, Historia naturalis). Gli succede Domiziano, col quale la dinastia finisce (1-96, morte violenta).
Con Domiziano si assiste a una ripresa dei metodi di governo autocratico propri, nel periodo della dinastia giulio-claudia, di Caligola e di Nerone (dopo il quinquennio illuminato)
Le leggi, e con esse la giustizia, in un regime monarchico, sono controllate dall'imperatore, da lui dipendono ovvero sono soggette al suo arbitrio.
Oltre al senato ora esiste un tertium, una terza forza che potrebbe essere in grado di arginare (contrastare) l'autocratismo, ovvero l'esercito (le legioni), che però possono essere analogamente assoggettate al volere di colui che ha, tra le prerogative ormai sancite dalla lex de imperio Vespasiani, l'imperium ossia il comando supremo su tutti gli eserciti di Roma
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La nascita del cristianesimo, la sua definizione dottrinale e, contemporaneamente, la sua organizzazione istituzionale rappresentano un filo rosso che accompagna la storia dell'impero romano dal I al V secolo d.C., fissando un arbitrario punto terminale nel fatidico 476 d. C., quando l'ultimo imperatore, il giovanissimo Romolo Augustolo, viene deposto dopo pochi mesi dall'assunzione del potere dal re degli éruli (una tribù germanica che i romani avevano assimilato nelle proprie legioni come mercenari) Odoacre, che invia le insegne imperiali all'imperatore d'Oriente Zenone.
La caduta della parte orientale o bizantina avverrà per mano dei Turchi nel 1461
IL CONTESTO ORIGINALE (il mondo romano, da un punto di vista spirituale, quando in Palestina predica Cristo)
- All’inizio del I secolo, nell'impero appena divenuto augusteo, si diffonde il culto dell’imperatore Augusto, del pacificatore, di colui che, novello Saturno, ha restaurato l’età dell’oro: viene definito un evangelion un annuncio di bene, di pace di prosperità
- Poco prima che veda la luce l’evangelo cristiano, si diffonde quindi all’incirca nei medesimi territori questa sorta di teologia imperiale.
- Quello di stato, imposto da Ottaviano, è però un evangelo troppo spezzettato e suddiviso per poter incidere nella coscienza collettiva, come invece riuscirà a essere quello cristiano, in grado di porsi proprio a fondamento di una rivoluzione spirituale.
- Per compensare una mancanza di sentimento religioso, nel mondo romano si diffondono non a caso i misteri, ossia le religioni misteriche.
- Cristiani e Ebrei contrapponevano alla segretezza dei misteri i loro fatti storici¸ una rivelazione basata su testi detti sacri da contrapporre appunto ai miti dei culti misterici.
- Per quanto riguarda il giudaismo, esso si fonda sul Libro, la Bibbia (ovviamente Antico Testamento) e poi subisce anche svariate contaminazioni, in particolare da parte iranica: una contaminazione di provenienza iranica riguarda il tema della resurrezione dei corpi, ma anche il dualismo fra male e bene (manicheismo).
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