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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

MATERIALE PER YASMINE: I e II CAPITOLO

I Promessi Sposi - Sintesi Capitoli 1-2   Capitolo 1: don Abbondio e i bravi Dove siamo: Lombardia (nord Italia), anno 1628, durante la dominazione spagnola. Cosa succede Don Abbondio è un prete (un curato) che sta passeggiando nei pressi della sua abitazione, come tutti i giorni,  leggendo il breviario sul far della sera Per la strada incontra due "bravi" (uomini armati che lavorano per persone potenti), che lo stanno evidentemente aspettando I bravi gli rivolgono  un ordine minaccioso: non deve celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella Il loro padrone, don Rodrigo (un signore potente e prepotente), vuole impedire questo matrimonio Don Abbondio ha paura e non sa cosa fare Personaggi importanti don Abbondio : prete pauroso don Rodrigo (solo nominato)  : signore ricco e prepotente i bravi : uomini violenti che lavorano per don Rodrigo Perpetua: al servizio di don Abbondio, è anche la sua confidente e la prima alla quale (con un...

PROMESSI SPOSI: lavoro a gruppi (titoli, scadenze, indicazioni strutturali)

1) Ayoub [lavora sul tema rifatto], Jacopo [lavora con Denis] assenti primo giorno di lavoro di gruppo  Propongo di seguito delle citazioni dal testo (dal capitolo V, post precedente), che dovranno essere collegate tra loro con opportuni commenti, in modo che ne risulti un discorso continuativo.  DA CONSEGNARE COMPLETO SU CLASSROOM L'11 NOVEMBRE 2) Yasmine I e II  capitolo, il racconto (materiale da utilizzare in post apposito, pubblicato di seguito) DA ESPORRE A ME MARTEDI' 4 NOVEMBRE 3 ) Clara Diego Baker SCENEGGIATURA COMPLETA SU CLASSROOM (aiutandosi con chat gpt) l'11 novembre; messa in scena il 18 novembre Tre persone intorno a un tavolo. Hanno un problema grave da risolvere. Non si deve subito capire quale sia (la questione è che due di loro vorrebbero sposarsi ma sono impedite da qualcuno), ma devono ciascuna prendere la parola per dire come pensano di poter risolvere la faccenda, in modo che siano riconoscibili le matrici manzoniane: ci deve essere una Lucia, un...

CAPITOLO V proposte 4,5,6

Il qual padre Cristoforo si fermò ritto sulla soglia, e, appena ebbe data un’occhiata alle donne, dovette accorgersi che i suoi presentimenti non eran falsi. Onde, con quel tono d’interrogazione che va incontro a una trista risposta, alzando la barba con un moto leggiero della testa all’indietro, disse: “ebbene?” Lucia rispose con uno scoppio di pianto. La madre cominciava a far le scuse d’aver osato... ma il frate s’avanzò, e, messosi a sedere sur un panchetto a tre piedi, troncò i complimenti, dicendo a Lucia: “quietatevi, povera figliuola. E voi”, disse poi ad Agnese, “raccontatemi cosa c’è!” Mentre la buona donna faceva alla meglio la sua dolorosa relazione, il frate diventava di mille colori, e ora alzava gli occhi al cielo, ora batteva i piedi. Terminata la storia, si coprì il volto con le mani, ed esclamò: “o Dio benedetto! fino a quando...!” Ma, senza compir la frase, voltandosi di nuovo alle donne: “poverette!” disse: “Dio vi ha visitate. Povera Lucia!” Nell'espressione Di...

CAPITOLO IV proposte 1,2,3

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 CAPITOLO IV Il sole non era ancor tutto apparso sull’orizzonte, quando il padre Cristoforo uscì dal suo convento di Pescarenico, per salire alla casetta dov’era aspettato. È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell’Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare. Il convento era situato (e la fabbrica ne sussiste tuttavia) al di fuori, e in faccia all’entrata della terra, con di mezzo la strada che da Lecco conduce a Bergamo. Il cielo era tutto sereno: di mano in mano che il sole s’alzava dietro il monte, si vedeva la sua luce, dalle sommità de’ monti opposti, scendere, come spiegandosi rapidamente, giù per i pendìi, e nella valle. Un venticello d’autunno, staccando da’ rami le foglie appassite del gelso, le portava a cadere, qualche passo distante dall’albero. A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancor  tesi, brillavan le foglie...

LEZIONE DEL 16 OTTOBRE - ALTRI MITI

Ancora in funzione della lezione attiva, che proseguiremo con le ricerche assegnate per gruppo e caricate su classroom la prossima settimana, sviluppo oggi altri racconti mitici collegati con i primi anni di esistenza di Roma. Il materiale che segue è stato prodotto, su mia richiesta, da Claude 4.1 Lo esaminiamo insieme cercando di sviluppare ulteriori riflessioni e suscitare domande. I tre miti delle origini di Roma secondo Tito Livio 1. Il ratto delle Sabine (Livio, Ab Urbe condita , I, 9-13) Contesto : Roma è appena fondata, ma mancano donne che garantiscano la continuità della città. I popoli vicini rifiutano alleanze matrimoniali con i Romani, considerandoli poco più che banditi. Il racconto : Romolo organizza dei giochi solenni in onore di Nettuno Equestre ( Consualia ) e invita i popoli confinanti, in particolare i Sabini con le loro famiglie. Durante lo spettacolo, a un segnale convenuto, i giovani romani rapiscono le donne sabine presenti. Romolo stesso rassicura le rapite, pr...

DOMANDE CAPITOLO III DEI PROMESSI SPOSI

 1) Quale tratto del carattere di Agnese conosciamo, per via indiretta, nelle prime pagine del III capitolo? 2) Ah no, Renzo, per amor del cielo.[...] il Signore c'è anche per i poveri! Cosa denota, da parte di Lucia, questa esclamazione? Che cosa differenzia lei da Renzo nella reazione agli eventi? 3) Qual è la "proposta di Agnese" per risolvere la situazione?  4) Come viene descritto dalla madre di Lucia Azzeccagarbugli? 

VIRGILIO E LE SUE OPERE PRINCIPALI - PER PUNTI E INTEGRALE

VITA E LUOGHI Nascita ad Andes (oggi Pietole) nel 70 a.C., nella Gallia Cisalpina Morte a Brindisi nel 19 a.C., di ritorno dalla Grecia L'epitaffio virgiliano riassume vita e opera: "pascua, rura, duces" (Bucoliche, Georgiche, Eneide) Sul letto di morte chiese di bruciare l'Eneide, insoddisfatto dell'opera incompiuta Augusto salvò il poema promettendo di liberare gli schiavi di Virgilio IL PARADOSSO DELLA PERFEZIONE Virgilio voleva distruggere l'opera che riteneva imperfetta Divenne invece l'icona della perfezione classica per eccellenza L'Eneide permise al mondo latino di equipararsi a quello greco La sua voce universale attraversò i secoli (Dante lo scelse come guida) La fiamma distruttiva divenne luce inestinguibile IL CLASSICO COME EQUILIBRIO Armonia tra forma e contenuto inscindibili Apollineo che nasce dalla luce ma non teme le tenebre Compostezza consapevole del debito verso il caos LE BUCOLICHE (42-39 a.C.) "Canti dei bova...

MITI FONDATIVI - LEZIONE ATTIVA - ROMOLO E REMO

  Il termine   fondativo , se associato a   mito,  fa riferimento a una narrazione che risale alle origini prime, alla fondazione appunto, di una civiltà. Si tratta quindi di un racconto che si è tramandato prima oralmente, poi  si è fissato nella scrittura, passando attraverso secoli e millenni, magari cambiando in qualche dettaglio, ma comunque racchiudendo in sé una storia significativa relativa a quanto sarebbe accaduto in un tempo sempre più lontano e più difficile da ricostruire dai posteri. I miti fondativi sono così importanti da costituire un oggetto di studio specifico di quella scienza che abbiamo citato come   ausiliaria , insieme a molte altre, della storia, ovvero l' antropologia . In tutte le parti del mondo, hanno rivelato gli studi antropologici, sono nati   miti fondativi,  che racchiudono caratteri distintivi delle civiltà che ne sono scaturite, e dal confronto fra i loro contenuti si possono ricavare interessanti indicazioni pe...