CRISI DELLA REPUBBLICA: ULTIMA PARTE PER PUNTI

  • Cimbri e Teutoni
  • Gallia Narbonese (Provenza) e  pianura padana
  • Mario, Aquae Sextiae (Aix en Provence) nel 102 e nel 101  Campi Raudii (vicino a Vercelli).
  • Nel 91 a. C. di nuovo il problema della cittadinanza agli Italici 
  • Marco Livio Druso nel 91 a. C., proposta e assassinio
  • I provinciali si ribellano con le armi a Ascoli Piceno: decennale guerra sociale, quasi una guerra civile
  • Specie di stato parallelo in provincia dell’Aquila che chiamarono Italica 
  • Re del Ponto Mitridate VI nell’88 a. C. fa massacrare in una sola giornata 80000 commercianti romani e italici
  •   Mitridate appare agli occhi degli orientali un eroe
  • Contro Mitridate sarebbe dovuto andare Silla, console in carica, ma un’alleanza di suoi nemici politici (populares e cavalieri) in senato vota un irrituale assegnazione a Mario. 
  •  Silla non depone le armi prima di varcare il pomerio e entra  armato a Roma
  • Fuga di Mario  e caccia ai suoi seguaci da parte dei sostenitori di Silla
  •  Mario muore  nell’86 a. C., subito dopo essere stato eletto console,  e il controllo di Roma  passa  ai suoi seguaci, tra cui Cinna poi il figlio adottivo di Mario, Mario il Giovane
  • Combattimento di Porta Collina nell’82 dove muore  e i populares sono sbaragliati. Si affaccia sulla scena anche Pompeo, collaboratore di Silla, che insegue fino in Spagna, Sicilia e Africa gli ultimi mariani.
  • Dittatura sillana, Metelli (elefante), liste di proscrizione, confische e arricchimenti (Crasso)
  •  Dopo le riforme Silla si ritira nel 79 a vita privata e muore nel 78.
  • Due suoi seguaci:  Pompeo e Crasso:  carisma personale e  ricchezza. 
  • Ancora rivolte servili: Spartaco, ex soldato tracio, con un  esercito misto (schiavi e liberi impoveriti) che tiene in scacco Roma fino al 71, poi vinto da Crasso (crocefissi lungo l’Appia).
  • Divenuti consoli insieme, Pompeo e Crasso nel 70 iniziano a smantellare parti più impopolari della riforma di Silla
  • Processo di Verre, governatore ladro di Sicilia e giovane Cicerone, che scrive 7 orazioni, le Verrine, che Verre non attende nemmeno siano tutte pronunciate, andando in esilio volontario prima di essere condannato in contumacia. 
  •  Pompeo:  la guerra contro i pirati e  una campagna in Asia Minore contro Mitridate VI
  • Congiura di Catilina.
  • Catilina e Sallustio: congiura che Cicerone scopre, per via di delazione, e denuncia in senato nell’ottobre del 63 (4 orazioni, le Catilinarie) condannando a morte senza appello al popolo (cosa per la quale viene poi a sua volta accusato e esiliato qualche anno dopo) suoi sostenitori immediatamente arrestati, mentre Catilina scappa e si rifugia in Etruria dove ha radunato un piccolo esercito irregolare che si scontra a Pistoia con le truppe consolari nel 63 e viene sconfitto (anche Catilina muore). FINO QUI
  • Inizio ascesa di Cesare  (100 - 44 a.C.).:  gens più antica di Roma, la Iulia,  imparentato con Mario e, giovanissimo, sposa la figlia di Cinna, a sua volta mariano;  doti carismatiche e  notevoli capacità manipolative, che esplica anche con la sua attività di cronachista delle proprie imprese, si destreggia fra optimates e populares, appoggia Pompeo e favorisce l’assegnazione a lui della guerra contro i pirati che contribuisce tanto a edificarne la potenza. 
  • 60 a.C. spartizione personalistica del potere:  triumvirato,  patto tra privati cittadini (Cesare, Pompeo e Crasso) non ratificato da nessuna assemblea
  •  Cesare ottiene il consolato nel 59, con l’appoggio degli altri due, e procede con l’attuazione di quanto concordato con loro: distribuzione di terre ai veterani di Pompeo, ratifica delle conquiste orientali di quest’ultimo, favori ai pubblicani con riduzione della percentuale d’appalto da dare allo Stato (ci teneva Crasso) e, per sé, assegnazione dell’incarico di governare la Gallia Cisalpina e l’Illirico, esteso poi anche alla Gallia Narbonese dal 58 al 53 (5anni), con quattro legioni a disposizione (25000 uomini circa) e accesso al tesoro senza controllo del senato.
  •  Cesare sferra attacchi contro due avversari politici temibili: Cicerone e Catone, che sarà poi detto l’Uticense, discendente di Catone il Censore del II secolo a. C. 
  •  Il compito di rendere inoffensivi i due affidato al tribuno Clodio Pulcro: Cicerone accusato di aver condannato a morte cittadini romani senza appello al popolo durante la congiura di Catilina e mandato in esilio, mentre a Catone  affidato il governo della lontana Cipro.
  • Impresa gallica descritta da Cesare in 7 libri, il De bello gallico, o Commentarii de bello Gallico, appunti sulla guerra in Gallia.
  • Subito dopo, Commentarii de bello civili, per raccontare quel che ne segue una volta tornato a Roma. Dieci libri per spiegare e manipolare. 
  • Gallia è  immenso territorio abitato da Galli e Germani; pretesto per attaccarligli Elvezi, stanziati nel territorio della Svizzera, pressati da Germani volevano passare attraverso i territori controllati dai Romani per migrare verso ovest. Cesare nega il permesso, li costringe a un percorso più lungo che passa attraverso il territorio degli Edui, alleati con i Romani, e quando gli Elvezi obbediscono li attacca col pretesto di proteggere gli Edui. Così stermina gli Elvezi a Bibracte (Borgogna) nel 58.
  • Poi è tutto un seguito di attacchi e stermini, finché nel 55, a fronte delle continue vittorie che rafforzano il prestigio di Cesare, Pompeo richiama Cicerone dall’esilio e sostiene al consolato Lucio Domizio Enobarbo che avrebbe revocato, se eletto, il mandato in Gallia di Cesare.

  •  Accordi di Lucca nel 54: a Pompeo la Spagna, territorio fedelissimo dai tempi di Sertorio, a Crasso l’oriente (contro i Parti), a Cesare la Gallia per altri cinque anni.
  •  Cesare sbarca in Britannia, avanza in Germania, non conquista territori stabilmente ma impressiona l’opinione pubblica. Nel 53-52 si crea una grande coalizione di popoli gallici guidati da Vercingetorige, capo degli Arverni, che culmina con la difficilissima battaglia di Alesia, da cui Vercingetorige esce sconfitto (prigioniero per sei anni a Roma, fino al trionfo di Cesare, dopo il quale fu decapitato). Gli anni 51-50 furono spesi in un definitivo controllo del territorio (genocidio).
  •  Mentre Cesare procede con le sue conquiste, Crasso perde rovinosamente con i Parti a Carre, in Mesopotamia nel 53: l’esercito è decimato, lui catturato e ucciso. Nel 52 Clodio, principale agente di Cesare a Roma, viene ucciso da una banda armata capeggiata da Milone. Seguono disordini e Pompeo è nominato console sine collega (da solo al potere consolare, senza un collega). 
  • Si approfondisce la frattura fra Pompeo e Cesare, il cui mandato in Gallia (il secondo) è in scadenza nel 49
  •  Cesare mira a presentarsi per candidarsi al consolato, ma i suoi avversari gli intimano di presentarsi in Roma come privato cittadino, congedando le legioni. 
  • Cesare, che si trova a quel punto già a Ravenna, dice che avrebbe accettato se avesse fatto la stessa cosa anche Pompeo. Il senato vara allora un senatus consultum ultimum che dichiara nemico di Stato Cesare, il quale a quel punto varca il Rubicone
  • Inizio della guerra civile e Pompeo e i suoi sostenitori ottimati si trasferiscono in Oriente (per comodità di stanziamento delle legioni).
  •  Rapide mosse di Cesare: prima in Spagna, poi in Grecia, sconfigge a Farsalo Pompeo sul campo. Questi si rifugia dal re d’Egitto Tolomeo XIII, ma viene tradito. In lotta con la sorella Cleopatra, Tolomeo spera nell’appoggio di Cesare che però sostiene Cleopatra, rimanendo comunque bloccato 10 mesi in Egitto (ha un figlio con lei, Cesarione). 
  • Deve ancora battere eserciti pompeiani, fino alla battaglia più difficile a Munda, in Spagna, nel 45. 
  • A quel punto sono morti tutti i suoi principali oppositori, compreso Catone, suicida a Utica (per questo viene detto l'Uticense, dopo la battaglia di Tapso (Tunisia). [da ricordare che il suo è un suicidio stoico: si suicida perché la vita sotto una dittatura non è più degna di essere vissuta, lo stoicismo lo prevedeva come sommo gesto di libertà]
  • Nel 46 Cesare viene nominato dittatore per 10 anni, ma dopo la vittoria di Munda gli viene dato il titolo di imperator e di pater patriae. 
  • Poi Cesare mira alla dittatura a vita, ma contestualmente intende procurarsi, attraverso la clemenza usata come strumento politico per ottenere la concordia ordinum, se non l’appoggio almeno una sorta di collaborazione.
  •  Non usa le liste di proscrizione e coinvolge molti ex sostenitori di Pompeo nella gestione dello Stato.
  • Limita lo strapotere nelle province dei pubblicani e concede la cittadinanza romana ai Galli della Cisalpina, dove fonda molte colonie, così come in Spagna. 
  • Impiega proletari in realizzazione di opere pubbliche, istituisce una nuova sede per il senato, avvia lavori del Foro Iulio; opere di deviazione del Tevere per contenere le frequenti inondazioni e il risanamento delle paludi pontine nel sud del Lazio. Porta a 900 da 600 i senatori e moltiplica il numero dei magistrati per ampliare la classe dirigente (l’impero era estesissimo) riforma anche il calendario (calendario giuliano, fino a quello gregoriano nel 1562, voluto da papa Gregorio XVI.
  •  Il 15 marzo del 44 (Idi) un gruppo di congiurati lo assassina. Tra loro Bruto e Cassio, pompeiani graziati da lui, con 23 pugnalate.

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