CATABASI E ANABASI DI ENEA PER PAROLE CHIAVE

  • Catabasi(discesa), anabasi (salita, successiva ai campi Elisi)
  •  varco infernale
  •  voragine orrenda
  • sibilla furiosa 
  •   O dei, che avete l'impero delle anime, ombre silenti,/ Caos, Flegetonte, luoghi entro la notte vasta tacenti, /mi sia lecito dir cose udite, svelare per la vostra potenza / il mondo sotto la terra in tenebra fonda sepolto./ Andavano oscuri in notte deserta, per l'ombra / e per le case di Dite, vuote, e gli implacabili regni [...] 
  • penose e paurose personificazioni: il Pianto, i Rimorsi, i pallidi Morbi, l'isterilita Vecchiezza, la Paura, la Fame, il Bisogno
  •  fantasmi come la Morte, il Sonno, gli impuri Tripudii del cuore, la Guerra, le Furie, la Discordia,  i Sogni vani
  •  uno zoo di mostri: Centauri, Scille biformi, il centobraccia Briareo, la belva di Lerna, la Chimera fiammeggiante, Gorgoni, Arpie, Gerione dai tre corpi.
  • Acheronte
  • Cocito
  • il traghettatore infernale Caronte, irto, pauroso, dalla lunga barba bianca incolta, dagli occhi di fiamma, rivestito di un sordido mantello. Governa una barca con un remo e una vela, trasporta corpi, ed è vecchissimo
  • Una folla intera di anime s'ammucchia sulla riva, corpi liberi dalla vita, forti eroi, fanciulli, giovani: tante così nei boschi, al primo freddo d'autunno, / volteggiano e cadono le foglie, o a terra dal cielo profondo / tanti uccelli s'addensano quando, freddo ormai, l'anno /di là dal mare li spinge verso le terre del sole 
  • nella Divina commedia dantesca Caron dimonio, degradato rispetto alla rappresentazione virgiliana, che ne scrive come di un dio
  •  insepolti, le anime che non hanno ricevuto gli onori della morte
  •  il nocchiero Palinuro, scomparso in mare durante il viaggio sventurato verso le rive africane
  • la richiesta di Palinuro è empia follia. Una legge  governa i luoghi infernali e non può essere violata. In compenso però, qui la poesia diventa eziologica come già nel caso di Miseno
  • Cerbero si palesa latrando,  gigantesco cane con tre gole
  •  Didone, fresca ancor di ferita, sorpresa da Enea a vagare nella foresta, che apprendiamo essere immensa dell'Averno. Di morte io fui causa! Grida Enea disperato, io non volevo, regina, lasciar la tua spiaggia. Ma la legge dei numi, che or mi fa andare fra l'ombre, per luoghi squallidi, entro la notte profonda, con la sua forza m'urgeva: e non potevo, no, credere che t'avrei dato, partendo, così disperato dolore
  • Didone è marmorea, più che rigida roccia o scoglio
  • Sicheo, il primo marito, al suo affanno risponde
  • ineluttabilità e irreversibilità degli eventi


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