PROMESSI SPOSI PER YASMINE - CAPITOLI III e IV

 

Capitolo 3

  • In casa di Lucia Mondella, insieme a sua madre Agnese e al promesso sposo Renzo Tramaglino, Lucia confessa fra le lacrime che qualche giorno prima, tornando dalla filanda, era stata importunata da don Rodrigo, che aveva scommesso con suo cugino, il conte Attilio, che sarebbe riuscito a sedurla. Renzo reagisce con rabbia e desiderio di vendetta, mentre Lucia – pur spaventata – invita alla calma e alla fiducia. Agnese suggerisce allora di rivolgersi a “un uomo che abbia studiato”, cioè l’avvocato Azzecca‑Garbugli a Lecco: Renzo parte portando con sé quattro capponi come dono per l’avvocato. 

  • Nell’incontro, Azzecca-Garbugli appare come un uomo di legge pavido e formale: fra equivoci e linguaggio arzigogolato, Renzo viene scambiato per un “bravo” e alla fine l’avvocato lo manda via senza difendere le sue ragioni – in quanto la parte potente (don Rodrigo) non vuole essere disturbata. 

  • A casa, intanto, arriva fra Galdino, frate cappuccino che raccoglie noci: Lucia ne dona molte per chiedere che fra Galdino avvisi l’amico frate Fra Cristoforo della situazione. Il capitolo si chiude con Renzo che torna deluso a casa, Agnese e Lucia che riflettono, e l’atmosfera di ingiustizia e impotenza che inizia a dominare.

Temi principali: l’ingiustizia sociale, il potere dei potenti, la lentezza della giustizia, la provvidenza che si affaccia, la differenza tra reazione impulsiva (Renzo) e fiducia paziente (Lucia).


Capitolo 4

  • Il capitolo si apre con fra Cristoforo che esce dal convento di Pescarenico e si dirige verso la casa di Lucia per offrire il suo aiuto e i suoi consigli. Il paesaggio autunnale è descritto con toni poetici, ma documenta una realtà di miseria: mendicanti e, ovunque, i segni della carestia sui volti delle persone e sugli animali. Segue una lunga digressione sulla vita precedente di fra Cristoforo, quando egli era ancora Lodovico, figlio di un ricco mercante che aveva cresciuto il figlio come se fosse un nobile. Lodovico, di natura propenso a reagire alle ingiustizie, prova un certo malessere di fronte al ruolo a cui la posizione sociale lo costringe. A un certo punto accade un fatto molto increscioso, che cambia totalmente la sua vita: per futili motivi si scontra per strada con un nobile e lo uccide. Per il senso di colpa, ma non solo, Lodovico decide di rivestire l'abito dei Cappuccini, sceglie il nome fra Cristoforo e dedica la sua vita a difendere i deboli e a rimediare ai soprusi dei prepotenti. 

  • Il frate è dunque presentato come figura di mediazione: ha la forza, la rabbia del passato, ma ora incanala tutto verso l’aiuto agli oppressi. Nel momento in cui ho bisogno, egli si muove per intervenire nella vicenda di Lucia e Renzo. 

Temi principali: la conversione, il passato che pesa, la vocazione al servizio, l’azione della Provvidenza incarnata in un personaggio che ha conosciuto la violenza e ora la rifiuta.

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