EUROPA E ITALIA - CIVILTA' ETRUSCA (lezione per punti e integrale) - libro di testo
La rivoluzione agricola e urbana
- La rivoluzione agricola inizia nel IX millennio a.C. nel Vicino Oriente
- Arriva in Europa centrale nel VII millennio a.C.
- L'Italia è tra gli ultimi territori coinvolti, con circa 2000 anni di ritardo
I popoli dell'Italia antica
Nord Italia:
- Liguri (autoctoni, presenti dal II millennio a.C.)
- Celti/Galli (origine asiatica, espansione dal VI secolo a.C.)
- Camuni (origine incerta)
- Veneti (fino all'Istria)
Italia centrale:
- Terramare (dal 1600 a.C., vivono in palafitte)
- Villanoviani (dal 1000 a.C., zona di Bologna, praticano incinerazione)
- Etruschi (forse discendenti dei Villanoviani)
Altre aree:
- Sardegna: cultura nuragica (dal II millennio a.C.)
- Italia meridionale e insulare: colonie greche (dalla metà del VII secolo a.C.) e fenicie/cartaginesi (dall'VIII secolo a.C.)
Gli Etruschi: origine e mistero
- Origine dibattuta: Erodoto li riteneva provenienti dalla Lidia (Asia Minore), oggi si pensa discendano dai Villanoviani
- La loro scrittura non è stata completamente decifrata
Organizzazione etrusca
- Abili in agricoltura, commercio e artigianato
- Sistema politico: lucumone (sovrano aristocratico) assistito da un'assemblea di anziani
- Evoluzione verso magistrature annuali e una confederazione di dodici città (dodecapoli): Tarquinia, Populonia, Perugia, Cortona, Arezzo e altre
Espansione e declino
Fase espansiva (fino al VI secolo a.C.):
- Commerci fiorenti con greci e fenici
- Sfruttamento miniere di ferro (Elba e Toscana)
- Conquiste a nord (pianura padana) e sud (Campania)
- Controllo di Roma e Corsica
Declino (dal VI secolo a.C.):
- 474 a.C.: sconfitta navale a Cuma contro i greci
- 423 a.C.: sconfitta a Capua contro i sanniti
- Pressione dei Celti a nord
- Fine V secolo: aggressioni romane portano al crollo definitivo
La lingua etrusca
- Usa un alfabeto derivato dal greco
- Fonti: brevi iscrizioni sacre e funerarie
- Testi principali: Mummia di Zagabria, Tabula di Capua, Tavola di Cortona, Cippo di Perugia, Lamine d'oro di Pyrgi (bilingue etrusco-punico)
- Comprensione limitata: si conoscono solo parole della sfera religiosa, familiare e sociale, ma mancano conoscenze grammaticali e lessicali complete
La rivoluzione agricola, che dà un impulso alla civilizzazione innescando la rivoluzione urbana, si verifica a partire dal IX millennio a.C. nel Vicino Oriente, nel VII in Europa centrale, con un ritardo di circa 2000 anni. I territori dell'Italia, sono tra gli ultimi a esserne coinvolti.
La mappa dei popoli che occupano la penisola italica comprende a nord i liguri (non sono di origine indoeuropea ma autoctoni, presenti dal II millennio), i celti (galli per i romani, origine asiatica, provengono dal centro Europa, si espandono molto dal VI secolo), i camuni (origine incerta), i veneti (fino all'Istria). In Italia centrale verso il 1600 si sviluppano i terramare (da terra marna, terra grassa), che vivono in palafitte, verso il 1000 i villanoviani (intorno a Bologna, praticano incinerazione invece che inumazione), forse progenitori degli etruschi (è una delle teorie). In Sardegna dal II millennio si sviluppa la cultura nuragica (dalle costruzioni dette nuraghi, nuraghe al singolare). Una mappatura delle lingue può servire a completare questo quadro generale: in Lazio il latino, nel resto dell'Italia centrale l'osco-umbro, parlato dai Sanniti, popolo stanziato nell'appennino centrale. Infine, dalla metà del VII secolo, in concomitanza con la seconda colonizzazione greca, l'Italia meridionale e insulare ospita diverse colonie greche, che si aggiungono a quelle provenienti da Cartagine (quindi fenice) già formatesi a partire dall'VIII secolo.
Tutte queste popolazioni, in misure differenti, sono destinate a partecipare al processo di formazione di quella realtà unitaria che, nel tempo, diventa l'impero di Roma, anche prima che la forma statale denominata così (impero) abbia origine. In questa prima fase, la nostra attenzione si concentra su un popolo dalle caratteristiche tuttora misteriose, dal momento che non sono ancora stati definitivamente risolte questioni come la sua origine (da dove siano venuti esattamente) e la sua scrittura (che non è stata decifrata): gli etruschi.
Lo storico Erodoto, nel V secolo a.C., interrogandosi come ancora noi oggi sull'origine di questo popolo, lo ritiene originario dell'Asia Minore (Lidia), da dove sarebbe migrato intorno al VII secolo. Già nel I secolo a. C. altri storici hanno pensato invece potesse essere una popolazione autoctona, ma oggi prevale l'idea che discendano dai Villanoviani.
Raccogliamo allora le notizie che possediamo sul loro conto. Popolo abile nell'agricoltura, nel commercio, nell'artigianato, quello etrusco risulta organizzato dal punto di vista politico, economico e religioso in modo da prevedere un sovrano espressione dell'aristocrazia (di proprietari terrieri e commercianti), il lucumone (termine etrusco), assistito da un'assemblea di anziani aristocratici. Nel tempo la forma politica si sarebbe modificata in direzione di un governo allargato sia internamente (magistrature annuali al posto del lucumone) sia in una rete di città, precisamente dodici, a costituire la dodecapoli (Tarquinia, Populonia, Perugia, Cortona e Arezzo tra le principali).
La civiltà etrusca ha conosciuto una fase espansiva, caratterizzata da commerci fiorenti, che la mettevano in relazione con greci e fenici, sfruttamento di miniere di ferro nell'isola d'Elba e nei territori toscani, conquiste territoriali nelle due direzioni nord (pianura padana) e sud (Campania), durata fino al VI secolo circa, includendo anche il territorio in cui si stava formando Roma e la Corsica. Dal VI secolo, invece, la civiltà inizia a decadere, con un culmine nella sconfitta subita al largo di Cuma nel 474 ad opera di una flotta greca, e successivamente a Capua nel 423 a opera dei sanniti. A nord sono invece i Celti in espansione a travolgerli. Con le aggressioni ripetute da parte dei romani a fine V secolo, la potenza etrusca si sfalda definitivamente.
Per quanto riguarda la questione della lingua etrusca, il problema principale risale alla scarsità di documentazioni scritte: la conoscenza della lingua etrusca, che si serviva di un alfabeto riconducibile al greco, si deve a numerose ma brevi iscrizioni di carattere sacrale o funerario: mancano glossari, testi in doppia lingua e testi letterari. Le iscrizioni che superano le 50 parole sono rare, tra cui il testo scritto sulla benda della Mummia di Zagabria, la Tabula di Capua, la Tavola di Cortona, il Cippo di Perugia. Una menzione a parte meritano i testi incisi sulle lamine d’oro rinvenute nel 1964 a Pyrgi (oggi Santa Severa), che riportano due incisioni in etrusco e una in punico. Per via di questa scarsa disponibilità di materiali scritti, si riescono a capire solo alcune parole riferite alla sfera religiosa, familiare o sociale, ma abbiamo enormi lacune nella comprensione della lingua nella sua interezza e complessità, dal punto di vista grammaticale e lessicale.
Dal libro di testo, pp. 312-314 (morte, ruolo delle donne, futuro)
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