LEZIONE DEL 19/05 - CONSOLIDAMENTO E APPROFONDIMENTO DI ARGOMENTI (storia e epica, Ciclopi)
- La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: di qui la catena di conflitti in cui si impegnò contro i ‘barbari’, contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L’oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra – scrisse Tucidide – era inevitabile. Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d’Asia e con la risposta, vent’anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la "pace del Re", o pace di Antalcida (rappresentante spartano) nel 386. Di questa si pensò che potesse essere una pace comune, con cui finalmente l'intera Grecia era pacificata, perché tutte le poleis erano libere e autonome (divieto assoluto di allearsi). Sparta era la prescelta per il mantenimento di questo accordo, che palesemente favoriva il dominio persiano diretto sull'Asia Minore, mentre il mondo greco risultava ormai del tutto diviso.
- Nel 382 a. C. Sparta contravviene alle clausole del trattato e occupa Tebe, promuovendo l'instaurazione di un regime aristocratico, ma gli esuli democratici Pelopida e Epaminonda rovesciano il regime, scacciano gli spartani e creano una lega beotica. Sconfiggono Sparta a Leuttra nel 371, grazie soprattutto alla tattica della falange obliqua. Anche Atene aveva creato una sua lega, approfittando dell'indebolimento di Sparta, ma quando questa viene battuta da Tebe, temendo che quest'ultima acquisti troppa forza, si riavvicina a Sparta: nella battaglia di Mantinea del 362 a. C. i Tebani vincono ma per tutti inizia comunque un declino (dopo la morte in battaglia di Pelopida e poi di Epaminonda, l'egemonia di Tebe finisce).
- Punti di forza: la tecnica militare (falange obliqua); punti di debolezza (collettivi): perdita di rilievo del cittadino-oplita a favore di mercenari (poveri alla ricerca di lavoro: importanza decisiva delle paghe); polarizzazione della ricchezza e rivolte sociali; disimpegno politico (oligarchia del denaro e propensione alle tirannidi).
Nella grotta di Polifemo, libro IX
Una nuova terra sconosciuta solletica la curiosità di Ulisse: si tratta di un'isola che sembra popolata da capre, ed è la Sicilia, nella zona fertilissima dell'Etna, la piana di Catania. Ulisse sceglie alcuni uomini con cui sbarcare. Così avviene l'incontro con il popolo dei ciclopi, giganti con un unico occhio al centro della fronte, creature mostruose.
Citazioni dal testo scelte da voi
Per ambiente e ciclope Polifemo (ritratto fisico e morale, mostruosità, empietà):
un'alta spelonca coperta di alloro: l'abitazione di Polifemo è una grotta di dimensioni molto grandi, vicino alla quale pascolano greggi ed è visibile un mostro immenso che non somigliava ad un uomo che mangia pane, ma alla cima selvosa di altissimi monti che appare isolata dalle altre. Attraverso una similitudine il narratore di secondo grado descrive l'impatto sui presenti della visione di una creatura completamente fuori dall'ordinario, un mostro enorme. La creatura mostruosa non sta insieme ad altri, si occupa del proprio bestiame, che a un certo punto spinge a entrare nella grotta, dove poi l'episodio prosegue con la drammatica scena del dialogo con Ulisse e i compagni.
Per la curiosità di Ulisse:
Per l'astuzia di Ulisse:
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