LA NUOVA POTENZA: LA MACEDONIA
- A metà IV secolo, intorno al 360 a.C., la Grecia è tornata per certi versi alla situazione di partenza (quella del medioevo ellenico): poleis divise e, a questo punto, anche indebolite (non a caso è stato impossibile, dopo il crollo di Atene, stabilire un'altra egemonia da parte di Sparta o di Tebe).
- A nord del territorio greco, al di sopra della Tessaglia, però, si sta rafforzando una nuova realtà politica e una forza territoriale: la Macedonia.
- Dal punto di vista greco, dei Greci del periodo classico, i macedoni erano dei barbari, dei montanari (makédones), per quanto i sovrani di questa terra rivendicassero una discendenza da Eracle. Si trattava di un territorio in effetti montuoso, con un'economia agricola e pastorale, un regime monarchico, una società guerriera e un'aristocrazia terriera, che affiancava e assisteva il re al comando.
- La Macedonia, certo marginale rispetto al mondo greco, non è però del tutto isolata: i rapporti principali li intrattiene con Atene: nel V secolo rifornisce il governo della polis di legname per le navi, e non mancano relazioni intellettuali con artisti ateniesi, ad esempio il tragediografo Euripide, che alla fine del V secolo viene invitato a vivere nella capitale macedone Pella dal sovrano Archelao.
- Una vera e propria svolta, in direzione dell'acquisizione da parte della Macedonia di una posizione autorevole nel mondo greco avviene con il sovrano Filippo II (359-336), animato da una forte propensione espansionistica. Il suo progetto, coltivato fin dalla giovinezza, prevedeva di diventare il punto di riferimento delle poleis greche (che avrebbero dovuto accettare la sua guida), per poi dirigersi contro i Persiani.
- Per promuovere il suo disegno espansionistico, Filippo potenzia l'esercito: riprende il modello tebano della falange obliqua (tecnica inventata e praticata per la prima volta dal tebano Epaminonda in occasione della battaglia di Leuttra), adotta le sarìsse (lance molto lunghe), rendendo così molto efficiente la fanteria macedone (imbattibile fino all'epoca dei Romani).
- Il sovrano procede poi con prime conquiste: nel 357-56 a. C., la penisola Calcidica e Anfipoli, possedimenti ateniesi dove si trovano le miniere d'oro del Pangeo. Da qui, il passo successivo è ovviamente quello di intromettersi nelle relazioni pur sempre difficili tra le poleis greche.
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