INTRODUZIONE ALL'ODISSEA - 15 aprile

 INTRODUZIONE ALL’ODISSEA

  • L’Odissea, come l'Iliade, è un poema che si è composto lungamente nel tempo, sotto forma di tradizione orale (tramandata col canto degli aedi e successivamente dei rapsodi), nel solco del genere dei nostoi i ritorni, in particolare quelli degli eroi greci della guerra di Troia dalla terra in cui si erano svolte le battaglie fino alle loro rispettive patrie d'origine. La prima redazione scritta (ordinata e revisionata) dell'Odissea, nonché  attribuita a colui  che era già riconosciuto come poeta per eccellenza del mondo greco, ossia Omero, risale all'epoca del tiranno ateniese Pisistrato, vissuto nel VI secolo. Omero, però, l'avrebbe composta uno o due secoli prima, al termine del periodo caratterizzato dalla scomparsa della scrittura, ovvero al termine del medioevo ellenico. Oggi noi leggiamo la versione dell'Odissea che venne ulteriormente revisionata dai grammatici alessandrini, della biblioteca di Alessandria d'Egitto, nel III secolo a. C. 
  • Nell’Odissea sono presenti sia l’oriente sia l’occidente, anche solo dal punto di vista geografico, dal momento che descrive un viaggio compiuto da Oriente (la Troade, situata all'imboccatura del Mar Nero,  luogo di partenza di ogni nostos). fino a un  Occidente estremo, ossia l'isola di Ogigia, una sorta di finis terrae, luogo di confine della terra conosciuta (lo stretto di Gibilterra, porta verso l'Oceano ignoto), con svariate tappe che comprendono l'intera area mediterranea, comprese le isole (in Sardegna, la Terra dei Lestrigoni, l'isola di Eea dove risiede Circe, davanti a Cuma, le isole Eolie, la Trinacria ovvero la Sicilia) e la penisola italiana (Cuma, dove si trova l'ingresso dell'Averno)
  • La materia dell’Odissea è  Ulisse, uomo versatile e scaltro¸ uomo dalla mente variopinta, come si legge nelle prime righe: l'uomo ricco di astuzie (nella nostra traduzione).
PROEMIO  (p. 169, vv. 1-9)
copiati con analisi
  • Il nostos di Ulisse è particolarmente travagliato: anche se Itaca è una delle isole greche nel mar Ionio, relativamente vicina alle coste della Troade,  l'eroe dell'Odissea (carta a p. 163) compie un viaggio lunghissimo prima di riuscire a tornarvi: solo la permanenza nell'isola di Ogigia (forse identificabile con Malta) presso Calipso dura sette anni e nell'insieme il ritorno richiede circa dieci anni.
  •  Strutturalmente l'Odissea riprende l'Iliade per il numero di canti (24), ma se ne differenzia per diversi aspetti, il primo dei quali si collega alla scansione temporale (un arco di tempo di 50 giorni dell'ultimo anno di assedio di Troia per l'Iliade, 10 anni di viaggio per l'Odissea), il secondo alla suddivisione e articolazione della materia: i libri dal I al IV sono una sezione a sé stante, che tradizionalmente s'intitola Telemachia perché descrive il viaggio compiuto dal figlio di Ulisse Telemaco presso le corti di Grecia (di Menelao in particolare) al fine di avere notizie del padre; dal V al XII sono cantati i viaggi di Ulisse dopo la partenza da Troia (compreso il soggiorno forzato presso Calipso) e infine gli ultimi, dal XIII al XXIV il ritorno a Itaca e la vittoria contro i Proci, o pretendenti, che stavano da anni insidiando il suo trono e sua moglie Penelope. 
  • Come per l'Iliade le vicende umane sono seguite dall'alto, dalle divinità, nei cui concili si stabilisce che cosa fare affinché gli umani assecondino i disegni del fato. Un concilio divino stabilisce ad esempio che si debba sbloccare la situazione di Ulisse a Ogigia con Calipso, per permettergli di ritornare a Itaca e riprendere il controllo della reggia e del potere. Da notare che nella reggia insidiata dai Proci, è un cantore, Femio, a fare in modo che Penelope non smetta mai di ricordarsi del marito (canta le sue gesta eroiche durante la guerra di Troia). Per Ulisse, comunque, non sarà facile prendere la decisione di lasciare la ninfa e di rinunciare all'immortalità che gli aveva promesso pur di tenerlo con sé. 
  • Una volta ripreso il viaggio, Ulisse, aiutato dalla madre Atena, raggiunge l'isola di Scheria dove regna Alcinoo sui Feaci: Ulisse non si rivela subito, ma mentre il cantore Deifobo intrattiene la corte  sulle vicende di Troia si commuove e si rivela a tutti. Inizia così il suo racconto, che occupa appunto la parte centrale dell'Odissea, i citati canti dal V al XII. 
  • I Feaci, anche se Nausicaa si è innamorata di Ulisse, aiutano Ulisse a tornare a Itaca, ma l'eroe non riconosce subito la sua terra e, appena sbarcato, pensa di essere stato ingannato da loro e condotto in un altro luogo. Atena, poi, lo trasforma in un vecchio mendicante, in modo da permettergli di entrare nella reggia senza essere riconosciuto e architettare la riappropriazione del potere. Il racconto si articola in scene di riconoscimento:  da parte del  pastore Eumeo, del cane Argo, della nutrice Euriclea, del figlio sopraggiunto, della moglie, del padre Laerte. Infine si arriva alla prova di forza di Ulisse che elimina tutti e cinquanta i Proci. 

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