Guerre persiane 2 Temistocle (conclusione)
TEMISTOCLE (pp.200-203)
• Fondamentale approntare una flotta usando i proventi delle miniere d’argento (tesi di Temistocle) mentre Aristide, avversario, chiedeva una ripartizione fra i cittadini dei proventi delle miniere. Il timore di Aristide era che mutassero troppo gli equilibri sociali: la flotta progettata da T., 200 navi, richiedeva almeno 40000 rematori (teti), che se poi avessero vinto avrebbero chiesto di partecipare alla vita politica. La posizione di A. è quindi quella degli aristocratici e della classe media che aveva alimentato la falange oplitica vincitrice a Maratona. Temistocle era sostenuto più dai commercianti.
• Vince T. pilotando l’oracolo di Delfi e facendo ostracizzare dal popolo A. nel 483-82
• In Persia, morto Dario, è salito al potere Serse I che prepara la rivincita: affianca alla flotta un potente esercito e rafforza la cavalleria. Nel 480 un ponte di barche consente alle truppe di superare l’Ellesponto. Questa volta i grecci sono pronti: hanno costituito da mesi una lega ellenica di cui fanno parte Atene, Sparta, Corinto in chiave antipersiana. Alcune poleis tentennano: medizo è il verbo che nasce in quel periodo per contrassegnare accordi segreti che alcune poleis stipulano con il gran re. A assumere il comando, per le sue tradizioni miitari, è Sparta: quando i persiani sbarcano nin Tessaglia dall’Ellesponto, 300 opliti spartani guidati dal re Leonida bloccano il passaggio delle Termopili, mentre la flotta si colloca di fronte al promontorio Artemisio, a nord dell’Eubea. Tutti gli opliti morirono eroicamente, ma riuscirono solo a ritardare l’avanzata verso Beozia e Attica. Solo Platea e Tespie rimasero fedeli, in Beozia, ad Atene. Intanto, per un’idea di Temistocle, gli ateniesi svuotarono la polis e si rifugiarono tutti a Salamina, isola prospiciente alla costa. Serse incendiò tutto, ma intanto T. organizzò la flotta di triremi che, agili e maneggevoli, sopraffecero i persiani. Serse si ritirò lasciando l’esercito in Tessaglia (era inverno) sotto la guida di Mardonio. Lo scontro avvenne a Platea nel 479: Mardonio morì durante lo scontro in cui i greci erano guidati da Pausania, re spartano. La flotta dei persiani fu battuta ancora a capo Micale presso l’isola di Samo. Negli stessi giorni le colonie greche della magna grecia (Agrigento e Siracusa) combattono contro i cartaginesi guidati da Amilcare, che pensavano di approfittare della distrazione dei greci per le guerre persiane. Anche lì però le poleis spiazzarono gli avversari con l’unità ritrovata in occasione della guerra. In seguito è Siracusa a avvantaggiarsi della vittoria, con i suoi tiranni, in particolare Ierone, che ottiene il controllo dell’intera isola, mettendo anche fine alle mire espansionistiche degli etruschi nel sud della penisola italica che Ierone arriva a controllare oltre alla Sicilia.
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