Guerre persiane 1 (fino a Milziade)

Da libro di testo pp. 196-224
• Sull’area in cui stanno nascendo le poleis e si forma la civiltà greca, passando dal periodo antico al periodo classico, incombe un’antica civiltà, quella dei Persiani, che dalla metà del VI secolo stavano espandendo i loro territori sotto la guida dei sovrani Achemenidi, portatori di un’ideologia universalistica, animata dall’obiettivo di arrivare a dominare su tutti i popoli della Terra. Dal fondatore della dinastia, Ciro il Grande, a tutti i successori, il progetto venne coltivato continuativamente, attraverso campagne militari direzionate da est verso ovest.
• A rappresentare una sorta di scudo per la Grecia fu, fino al 546 a. C. il regno di Lidia, che aveva a sua volta inglobato delle colonie greche dell’Anatolia, ma che venne appunto conquistato dai Persiani. La Lidia, e in particolare il suo sovrano Creso (mitizzato per via della straordinaria ricchezza), avevano familiarità con la cultura greca, come dimostra il fatto che il sovrano, nell’imminenza dello scontro con i Persiani, avesse consultato l’oracolo delfico. Al contrario i Persiani rappresentavano una cultura distante da quella greca, sconosciuta e, anche solo per questo, minacciosa. In questa prima fase, comunque, i Greci non erano particolarmente preoccupati.
• Sotto il successore di Ciro, però, Cambise II, avvenne la conquista dell’Egitto (525) che iniziò a produrre maggiori preoccupazioni nei Greci, che videro incombere una minaccia sulle loro rotte commerciali con questo paese.
• La situazione peggiorò per i Greci con Dario I, che conquistò la Propontide (mar di Marmara) e la Tracia, rendendo sua tributaria la Macedonia, tutte zone a nord della Grecia, a questo punto circondata dai Persiani in maniera diretta o indiretta.
• La conquista persiana si diresse poi verso le colonie della prima colonizzazione greca, ma inizialmente in forma indiretta, ovvero incoraggiando l’instaurazione di tirannidi (il regime più simile a quello del gran re) ad esempio nella Ionia e imponendo tributi in danaro e soldati in armi.
• Nel 500 a. C. il tiranno di Mileto Aristagora, progettò la conquista dell’isola di Nasso, nell’arcipelago delle Cicladi: il tiranno trovò l’appoggio di un satrapo, Artaferne, che governava a Sardi e aveva interesse a estendere la propria influenza attraverso Aristagora sulle isole dell’arcipelago. Le truppe ionico- persiane però non vinsero la strenua resistenza dell’isola.
• Per evitare una ritorsione di Dario I, Aristagora depose la carica di tiranno e si mise a capo di una rivolta di greci della Ionia contro la Persia, rivolgendosi per supporto alle poleis della madrepatria e in particolare a Sparta, che non teneva a impegnarsi in territori esterni al suo. Unica a rispondere alla richiesta di supporto fu Atene, che temeva il sostegno dato dai Persiani a Ippia e soprattutto la possibile intergferenza sulle rotte del mar Nero. Mandò però un piccolo contingente e i Persiani intervennero invece molto pesantemente radendo al suolo Mileto nel 494 e uccidendo o deportando tutti gli abitanti. Mileto era stata la patria dei primi filosofi.
• Da quel momento l’interesse di Dario si sposta verso la Grecia, in particolare contro Atene e Eretria che avevano dato il loro supporto alla rivolta ionica (anche Ippia lavora nell’ombra per incitarlo.
• Atene si divide al suo interno tra chi sostiene la necessità di arrivare a un compromesso con i Persiani e chi voleva lo scontro. Nel 492 è arconte Temistocle, sostenitore della seconda posizione.
• A guidare l’offensiva contro Atene è, nel 490, la flotta di Dati e Artaferne (con loro anche Ippia) che attacca le Cicladi, poi punta all’Eubea e alla baia di Maratona vicino ad Atene.
• Guida le operazioni militari Milziade, esperto di strategia, che suggerisce di andare incontro ai persiani e di chiedere un rinforzo a Sparta, che promette ma non manda (vogliono aspettare che termini un periodo di celebrazioni in onore di Apollo).
• In compenso manda un contingente la polis di beotica di Platea. I Greci, meno numerosi, contano sulla velocità degli attacchi della falange oplitica. La battaglia di Maratona viene vinta da loro. Vittoria personale di Milziade e posizione di prestigio di Atene.
• Milziade avvia allora un progetto espansivo di Atene proprio verso le Cicladi, sotto controllo persiano. In Atene però un partito avverso a Milziade lo accusò di avere ingannato il popolo, lo condannò a una multa, che egli non arrivò a pagare perché morì in carcere.


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